lunedì 8 ottobre 2007

Ragazzi, non ci siamo.



Qualche giorno fa parlavo delle differenze nella percezione delle offese fra regione e regione d'Italia. Ad esempio, in Emilia-Romagna, la parola "busone" non è mai stata una vera offesa, si dice anche per indicare la persona particolarmente fortunata (cfr. avere del culo, es. "certo che hai proprio del culo oggi, eh?"). Il resto lo fanno l'apertura (mentale, absit iniuria verbo) degli abitanti unita ad una naturale tendenza al "vivi e lascia vivere".

Evidententemente non funziona così in tutti i posti del mondo.

Ragionando male come al solito, direi che il problema non è se la parola gay sia un'offesa o meno: il Vero Problema è che la gente si impiccia della vita sessuale degli altri (si vede che o non ha nulla di meglio da fare o che la loro vita sessuale è così triste che è meglio guardare quella degli altri). Sì: queste cose succederanno finché le persone continueranno a notare le tendenze sessuali degli altri.

Ovvero: bisognerebbe arrivare al punto in cui notare la tendenza sessuale diventi come notare se siamo in compagnia di destri o di mancini. Sì, è una cosa alla quale dopo un po' si fa caso, ma non è che girando per strada guardiamo con che mano la gente apre la macchina o sfoglia le banconote per capire se è destra o mancina.

Perché l'esempio sia più chiaro, vorrei tirare in ballo un'altra categoria: il colore della pelle. Esistono persone che non ci fanno caso: io stesso devo sforzarmi per ricordare se un certo personaggio sia caucasian oppure no. Sono certo che con il giusto esempio sotto mano (l'altra) a molti non importi poi un gran che di quale sia il colore della pelle. Qui di seguito un piccolo sondaggio:


Tera Patrick



E e proprio non vi riesce di essere così aperti di vedute: dovete proprio farvi gli affari degli altri?
La morale è sempre la stessa.

"Mi chiamava gay e io l'ho ucciso" L'assassino si consegna alla polizia - cronaca - Repubblica.it

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1 commento:

mauro ha detto...

No, Tera lasciamela stare, lei proprio no!
E' miaaaa!
Terabyte delle sue gesta...
Mevar